Ogni anno, a partire da giugno, comincio a ricevere messaggi con più o meno la stessa domanda: “Maria Antonietta, ma con questo caldo, vale davvero la pena visitare Valencia in estate?” E ogni anno, con la stessa pazienza e lo stesso entusiasmo, rispondo di sì. Ma con qualche premessa necessaria.
Perché sì, il caldo a Valencia d’estate c’è, ed è serio. Luglio e agosto portano temperature che si aggirano regolarmente sui 35-37 gradi, e il sole batte forte fin dalle prime ore del mattino. Non ha senso negarlo o minimizzarlo. Ma quello che spesso si dimentica è che i valenciani ci vivono, in questo caldo, da secoli. E in secoli di convivenza con il Mediterraneo infuocato, hanno imparato esattamente come fare. Io ho imparato da loro, e adesso ve lo racconto.
Il segreto in estate è il ritmo valenciano
La prima cosa da capire è che Valencia d’estate non si visita come si visita Amsterdam o Praga. Non si esce alle 10 con la mappa in mano e si fanno monumenti di fila fino al tramonto. Quello è il modo più sicuro per tornare in hotel esausti, scottati e convinti che l’estate mediterranea sia sopravvalutata.
Il ritmo giusto è quello dei valenciani: si esce presto al mattino, quando l’aria è ancora fresca e i vicoli del centro storico sono silenziosi. Dalle 9 alle 13 circa, la città è godibilissima. Si visita, si passeggia e si entra nei musei. Poi, tra le 13 e le 17, ci si ferma. Si pranza con calma, si fa una sosta in un bar con l’aria condizionata bevendo una bella horchata fresca, si dorme un’oretta se si riesce. E nel tardo pomeriggio, quando il sole scende e la brezza marina comincia a farsi sentire, Valencia si risveglia di nuovo e diventa uno dei posti più belli d’Europa.
Questa pausa pomeridiana non è pigrizia: è strategia. E una volta capito questo, tutto cambia.
Dove stare freschi a Valencia
Valencia ha il vantaggio enorme dei Giardini del Turia, quasi dieci chilometri di parco urbano che corre lungo il vecchio letto del fiume. Le alberature alte filtrano il sole e creano un microclima percettibilmente più fresco rispetto alle strade del centro. Una passeggiata mattutina qui, magari in bicicletta, è il modo migliore per iniziare la giornata senza accumulare calore. I più coraggiosi possono spingere fino al Parco di Gulliver, che al mattino presto appartiene quasi solo ai bambini del quartiere.
Un’altra salvezza è il Mercato Centrale: entrarci è come entrare in una cattedrale di pietra e vetro, con spessori murari che mantengono la temperatura interna sorprendentemente bassa anche nelle giornate più torride. Approfittatene per fare una colazione tardiva.
Per la fascia oraria più calda, i musei sono i vostri migliori alleati. Se non sapete da dove cominciare, ho scritto una guida completa ai musei di Valencia che fa al caso vostro. Il Museo delle Scienze Príncipe Felipe, all’interno della Città delle Arti e delle Scienze, è ampio, climatizzato e decisamente sottoutilizzato rispetto alle code all’esterno per le foto. Lo stesso vale per il Museo di Belle Arti, uno dei più ricchi di Spagna eppure quasi sempre tranquillo, anche in alta stagione.
Il mare a Valencia: quando, come, dove
Inutile girarci intorno: d’estate a Valencia si va anche in spiaggia, e ci si va volentieri, e se cercate un quadro completo di tutte le spiagge di Valencia, qui trovate la mia guida dettagliata. La spiaggia della Malvarrosa è la più famosa e la più centrale, raggiungibile dal centro con il tram in pochi minuti. Il mio consiglio è arrivarci entro le 9 del mattino: prima che i chiringuitos finiscano di montare gli ombrelloni, l’atmosfera è completamente diversa. C’è ancora la luce obliqua del mattino, l’acqua è calma, e i bagnanti sono quasi tutti del quartiere.
Se cercate qualcosa di meno affollato, la Patacona (appena oltre la Malvarrosa, nel comune di Alboraya), ha un lungomare più ordinato e un’aria più familiare. È la spiaggia che consiglio alle famiglie che partecipano ai miei tour, anche perché da lì si raggiunge facilmente una delle horchaterías storiche di Alboraya per lo spuntino di metà mattina.
Per chi vuole mare più selvaggio e meno servizi, El Saler è la risposta: pinete, dune, sabbia più fine e un’atmosfera quasi nord-atlantica che stride in modo piacevole con il calore dell’entroterra. Arrivateci al mattino, però, perché il vento di Ponente nel pomeriggio può diventare fastidioso.
Mangiare bene senza morire di caldo a Valencia
La cucina valenciana d’estate è pensata per il caldo, non nonostante di esso. L’horchata, già citata, è la bevanda simbolo dell’estate valenciana: viene prodotta dalla chufa, piccolo tubero coltivato proprio intorno a Valencia, e servita freddissima. Non assomiglia a niente di quello che conoscete già, e vi chiederete come avete fatto a vivere senza.
L’all i pebre (uno stufato di anguilla e patate con aglio e pepe) può sembrare un piatto invernale, ma a Valencia lo mangiano anche d’estate, nelle trattorie intorno all’Albufera, dove le anguille arrivano fresche ogni mattina. È il tipo di piatto che non trovate sui menu turistici della Malvarrosa, ma che una passeggiata fino a El Palmar vi farà scoprire.
Per la cena, invece, sappiate che i valenciani cenano tardi, spesso non prima delle 21-22. Questa non è un’abitudine fastidiosa: è una delle cose più belle dell’estate qui. Alle 21, la temperatura è già scesa di diversi gradi, le piazze si animano, e sedersi a un tavolo all’aperto in Piazza della Vergine o nel Barrio del Carmen con un bicchiere di vino fresco diventa una di quelle esperienze che si ricordano.
Il tramonto a Valencia: l’appuntamento che non si salta
Se c’è una cosa che l’estate valenciana fa meglio di qualsiasi altra stagione, è il tramonto. La luce di luglio e agosto a Valencia ha una qualità quasi irreale, dorata e densa, che trasforma i palazzi del centro storico in qualcosa di cinematografico.
Il punto che preferisco è la terrazza del IVAM, il museo d’arte moderna del Barrio del Carmen, aperta al pubblico nelle sere estive. Ma anche semplicemente sedersi su uno dei ponti del Turia intorno alle 20, guardando il parco che si riempie di jogger, bambini e coppie, è un’esperienza che vale il viaggio.
In pratica: cosa portare in viaggio a Valencia in estate
Qualche consiglio pratico che do sempre ai miei ospiti prima di incontrarli in tour:
Scarpe comode e chiuse, non sandali, chè se fate tanta strada sul sampietrino del centro storico, scaldarsi e formarsi vesciche è la combinazione peggiore in vacanza. Acqua in borraccia sempre con sé: le fontanelle pubbliche funzionano e l’acqua di Valencia è potabile, usatele. Crema solare da almeno SPF 50, perché il sole iberico non perdona. E soprattutto: non pianificate troppo. L’estate a Valencia si gode meglio se lasciate spazio all’imprevisto, come il bar ombreggiato che si trova per caso, il mercatino di quartiere del sabato mattina, la conversazione con il pescivendolo al Mercato Centrale che diventa un racconto di storia cittadina.
Quella capacità di rallentare e lasciarsi guidare dalla città è, alla fine, il vero segreto per godersi Valencia d’estate. E se volete qualcuno che vi accompagni in questo ritmo, sapete dove trovarmi.
Da Valencia,
Maria Antonietta Bazzoni
