Le chiese di Valencia: guida completa dalla Cattedrale ai tesori nascosti

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Pagine e pagine di storia vengono scritte e tramandate da ogni angolo delle città europee più importanti. Ma in quanti sanno che a Valencia ogni chiesa custodisce un pezzo di storia incredibilmente diverso? Valencia è una città piena di chiese molto importanti, anche se spesso passano in secondo piano perché i turisti preferiscono dedicarsi alla visita di altri siti culturali.

Tante chiese, un’unica città: Valencia terra di culto

La storia delle chiese di Valencia inizia con la Reconquista del 1238, anno in cui il re Jaume I, il famoso Giacomo I d’Aragona detto Il Conquistatore, entrò a Valencia e ordinò di trasformare le moschee in chiese. Prima fra tutte a vivere questo “restyling” fu la Cattedrale, costruita sopra la moschea maggiore, che a sua volta era stata costruita sopra un tempio romano. In un unico luogo, dunque, convergono ben tre religioni, segnale di quanto la storia di un popolo si nutra di contaminazioni culturali.

Un’altra fase importante che segna la storia delle chiese di Valencia pervade il XV secolo, caratterizzato dalla cosiddetta Età dell’Oro Valenciana, epoca in cui il Regno di Valencia visse un grande splendore culturale ed economico. Valencia divenne, infatti, la città più ricca della Corona d’Aragona, e fu proprio in quei decenni che le chiese valenciane si moltiplicarono.

In epoca barocca, tra il XVII e il XVIII secolo, le chiese gotiche vengono riaddobbate con decorazioni barocche. Questo dettaglio è molto importante perché, chi ama l’arte, si accorge subito del fatto che molte chiese a Valencia hanno un esterno gotico e un interno barocco, ed ecco spiegato il motivo.

Io amo raccontare ai turisti quanta arte e quanta storia si racchiudono nelle chiese di Valencia, e in questa guida, anche se solamente con la fantasia ed attraverso i miei occhi – almeno per il momento – vi porterò dentro ognuna di queste chiese.

Termini come stile romanico (quello con archi a tutto sesto, muri spessi, poca luce e decorazione sobria) e gotico valenciano (con archi a sesto acuto, grandi vetrate, navate slanciate e decorazioni floreali), barocco (con decorazioni maestose, affreschi su ogni superficie, colonne tortili, intarsi in oro) e rinascimentale (dalle proporzioni armoniose, cura per la simmetria, presenza di chiostri), che potrebbero essere molto confusi nella vostra mente, dopo aver partecipato ad un tour organizzato da me che sono una guida turistica italiana a Valencia, diventeranno per voi stili riconoscibili a colpo d’occhio. Da adesso in poi, non guarderete più allo stesso modo le chiese che visiterete, dentro o fuori Valencia.

E allora… Pronti? Cominciamo!

La Cattedrale (La Seu) di Valencia

La Cattedrale di Valencia non può che dominare la nostra guida completa delle chiese di Valencia. La prima cosa che colpisce è l’unicità di tre suoi elementi: tre porte, tre stili, tre epoche. La Puerta del Palau, costruzione romanica, del XIII secolo, la Puerta de los Apóstoles, gotica, XIV secolo e la Puerta de los Hierros, barocca, XVIII secolo. Nessun’altra cattedrale in Spagna mette così vicini questi elementi come la Cattedrale dedicata all’Assunzione di Maria per volere di Giacomo I, edificata nella Ciutat Vella.

Appena dentro la cattedrale, ci si precipita davanti al Santo Calice, nella Cappella del Santo Cáliz, la famosa reliquia che viene identificata come il Graal dell’Ultima Cena, nonché l’unico calice riconosciuto dal Vaticano, che molti studi archeologici datano al I secolo.

Seguono gli affreschi rinascimentali con gli angeli musicisti sopra l’altare maggiore, dipinti dagli italiani Paolo da San Leocadio e Francesco Pagano. La storia dell’arte insegna che c’è sempre un po’ di Italia ovunque si vada nel mondo.

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author: Fernando Pascullo

Annesso alla Cattedrale si trova l’importante – e assolutamente da visitare – museo della Cattedrale, che custodisce, fra le migliaia di opere, anche due Goya, nella cappella di San Francesco Borja.

Imperdibile è la visita al Miguelete, la torre campanaria della Cattedrale di Valencia, costruita tra il 1381 e il 1424, un vero gioiello dell’architettura gotica. Al termine dei suoi 207 gradini senza ascensore (dunque l’accesso è limitato alle persone con ridotta capacità motoria), davanti ai vostri occhi si aprirà una vista a 360° sulla città, che vi consiglio di ammirare al mattino presto o al tramonto per coglierne le sfumature di luce più affascinanti.

L’entrata generale alla Cattedrale costa €10, invece per il Miguelete il biglietto costa €3. Potete conoscere 2000 anni di storia in una visita di un’ora/un’ora e mezza. Di solito gli orari di visita turistica non coincidono con gli orari dedicati al culto.

Basilica della Virgen de los Desamparados di Valencia

La seconda chiesa di cui voglio raccontarvi la amo particolarmente perché non si tratta di una chiesa turistica, ma di quella che può essere definita la chiesa dei valenciani. È la Basilica della Vergine degli Abbandonati, dedicata alla Mare de Déu, la patrona della città, celebrata nel mese di maggio con una festa a cui partecipano con grande fervore tutti i devoti e i turisti che si trovano a Valencia in quel periodo.

La Basilica Virgen Desamparados Valencia è l’unica chiesa del centro storico che non nasce sopra una moschea o un convento, poiché è stata costruita ex novo nel XVII secolo seguendo lo stile barocco.

Vi consiglio vivamente di entrare in questo luogo di culto anche se non siete credenti, perché è qui che si comprende davvero quanto la fede sia intrecciata con l’identità valenciana. L’accesso è gratuito e già la sola ammirazione degli affreschi della cupola realizzati da Antonio Palomino valgono tutta la visita.

Chiesa San Nicolás de Bari, Valencia

Amate la Cappella Sistina? E allora ecco a voi la Cappella Sistina valenciana, soprannominata così da Gianluigi Colalucci, il restauratore della magnifica Sistina di Roma. È chiaro, se la si analizza nel dettaglio, il confronto con la Sistina potrebbe non reggere, ma i turisti italiani non riescono a non notarne le similitudini. La ristrettezza dello spazio e la vicinanza degli affreschi, comunque, creano un impatto emotivo diverso e per certi versi anche più intimo.

La sua struttura gotica del XV secolo, integrata da decorazioni barocche del XVII-XVIII realizzate da Antonio Palomino, rende la Chiesa San Nicolas Valencia Cappella Sistina, nel cuore del barrio El Carmen e tappa del vostro walking tour, un esemplare di bellezza rara. È come se qualcuno avesse preso una chiesa medievale e l’avesse “avvolta” di barocco, senza modificarne la struttura gotica, per dare vita a 1900 m² di affreschi barocchi.

Sulle due navate vengono raccontate, in parallelo, le vite di San Nicola di Bari e San Pietro Martire attraverso gli affreschi. Molto apprezzata dai turisti è anche l’esperienza immersiva “La Luz de San Nicolás”, un videomapping sulla volta proiettato ogni ora, parte integrante della mostra permanente allestita in questa chiesa. Il mio consiglio è sempre quello di ammirare ogni dettaglio con il naso all’insù, perché anche questo fa parte dell’esperienza artistica.

La visita alla Chiesa San Nicola di Bari, con prenotazione online consigliata (e obbligatoria se viaggiate in alta stagione) dura circa 45 minuti, ma può superare l’ora se si partecipa all’esperienza immersiva. Chiusa il lunedì, il biglietto costa in media 18€.

Chiesa Santos Juanes di Valencia

La Chiesa Santos Juanes Valencia si trova in una posizione artisticamente ricchissima. Tra la Lonja de la Seda, Patrimonio UNESCO, e il Mercato Centrale, dunque con tre capolavori concentrati nell’arco di 50 metri che meritano più di una sosta.

Chiamata anche San Juan del Mercado visto che è rivolta verso il Mercado, la chiesa dei Santi Giovanni ha una storia travagliata. Costruita nel XIII secolo su una moschea, distrutta da due incendi (nel XIV e nel XVI sec.), ricostruita in stile barocco nel XVII, come si evince dalla facciata barocca con la Vergine del Rosario.

Gli affreschi della volta di San Juan sono ancora firmati da Antonio Palomino, citato per la terza volta nella nostra guida, visto che il pittore, originario di Cordova, ha lasciato la sua impronta su moltissime strutture di Valencia.

Dopo la visita al Mercato Centrale, dunque, attraversate la piazza ed entrate nella chiesa (costo del biglietto 16€ circa), per trascorrere una ventina di minuti di cui non ve ne pentirete. Anche qui potrete ammirare un suggestivo spettacolo di luci dal titolo “Immersive Barroc”.

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Chiesa San Juan del Hospital a Valencia

La chiesa più antica di Valencia è la San Juan del Hospital. Prima chiesa costruita dopo la Reconquista del 1238, piena di affreschi del XIII secolo, donata ai cavalieri di San Giovanni da Jaume I in persona, mostra la transizione romanico-gotico degli stili. Inoltre, sono visibili le influenze mudéjar, poiché la Chiesa San Juan del Hospital Valencia è l’unica chiesa di Valencia in cui ancora oggi si trovano tracce dell’arte moresca dentro un edificio cristiano. Tra l’altro, più che semplice chiesa, è un complesso storico con cimitero medievale e resti dell’antico circo romano incorporati nel muro.

Aguzzate bene la vista perché l’ingresso della Chiesa di San Giovanni dell’Ospedale è dalla Calle Trinquete de Caballeros, ma spesso in molti turisti non lo notano. Infatti, la amo perché è la chiesa che stupisce di più i partecipanti ai miei tour, visto che si palesa davanti agli occhi senza preavviso. L’ingresso generale costa 8€.

Chiesa di Santa Catalina

Una delle 12 parrocchie originali fondate dopo la Reconquista, costruita sopra una moschea, fa capo alla Chiesa di Santa Catalina. La chiesa in sé è figlia dell’arte gotica, ma il vero protagonista, nonché icona turistica, è il campanile barocco del XVII secolo, uno dei più belli di Valencia, costruito da Juan Bautista Viñes.

La Chiesa Santa Catalina Valencia campanile si trovain una posizione perfetta, all’angolo di Plaza de la Reina, ed è visibile da molti punti del centro storico. Io consiglio sempre di salire sul suo campanile (unica zona a pagamento, ma alla modica cifra di 3€) se la coda al Miguelete è lunga (ma fatelo anche a prescindere da questo), in modo da poter accedere ad una vista panoramicameno affollata ed altrettanto bella.

Real Colegio del Patriarca (Corpus Christi)

Se amate l’architettura rinascimentale, il suo più puro esempio si trova proprio a Valencia, in una città dominata dal gotico e dal barocco, e già questo ne mostra l’eccezionalità della struttura. Si tratta della Chiesa del Patriarca Valencia, appartenente al complesso del Patriarca, di cui fanno parte anche il Collegio Reale e il Seminario del Corpus Christi.

Fondata dall’arcivescovo Juan de Ribera nel XVI secolo, vicino all’Università storica, in Calle de la Nau, il Monumento è apprezzato per il suo caratteristico chiostro a due piani, tra i più eleganti della città, ma anche per il suo museo, nel quale si trovano opere di Caravaggio, El Greco, Morales, Ribalta e molti altri pittori classici valenciani.

A catturare la vostra attenzione sarà anche la leggenda del coccodrillo che… ovviamente non ve la spoilero, ma ne riparliamo quando ci saremo davanti. L’ingresso ha un biglietto di circa 5€, la domenica è il giorno di chiusura del monumento.

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Author: Gafotas

Fuori dal centro: i tesori che pochi visitano a Valencia

Quasi tutte le chiese a Valencia di cui vi ho parlato in questa guida si trovano nel centro storico. Ma quando i tesori sono molti di più, il solo centro non è sufficiente a racchiuderli tutti. Ci sono, infatti, molte altre chiese fuori dal centro Valencia che meritano di essere visitate e amate dalle migliaia di turisti che ogni mese scelgono di raggiungere la terza città più grande della Spagna.

Non posso non citarvi il Convento di Santo Domingo, in Plaza de Tetuán, un tesoro gotico fiammeggiante con incursioni di stili mediterranei, tipiche nervature e archi elicoidali. Un tempo fu la sede della Capitaneria Generale ed oggi è ancora poco conosciuto dai turisti.

Adiacente al Museo delle Belle Arti, caratterizzato dallo stile gotico e rinascimentale, è il Monastero Reale della Santissima Trinità, costruito nel XV secolo e adibito a convento di clausura, anche questo luogo di culto molto interessante dal punto di vista stilistico e storico.

Chiudo la guida completa delle chiese di Valencia con la Chiesa di Sant’Agostino, caratterizzata da una navata gotica unica di grande larghezza, che ha coperto una parte della precedente decorazione barocca.

Nella maggior parte dei casi, riservo la visita di queste chiese ai turisti che tornano a Valencia per la seconda volta. Inserirle nel corso dei tour che permettono di scoprire Valencia per la prima volta, infatti, è spesso molto complicato, visto che il centro storico offre già abbastanza meraviglie e non sarebbe giusto sacrificarne qualcuna.

Visitare le chiese di Valencia: alcuni consigli pratici

I turisti abituati a visitare le chiese quando esplorano una nuova città, sanno bene che esiste un vero e proprio dress code che, per buona norma, è meglio seguire. Trattandosi di luoghi sacri, è segno di rispetto entrarci con indumenti che coprono le spalle ed evitare di indossare pantaloncini (soprattutto se siete donne) o vestitini corti, specialmente quando si accede alla Cattedrale o in qualsiasi altra chiesa durante l’orario della messa. Il mio consiglio è quello di portare sempre con voi un foulard dentro lo zaino in estate, in modo da poterlo mettere sulle spalle per coprirvi o da usare come se fosse un prolungamento della vostra gonnellina.

Inoltre, vi consiglio di controllare sempre prima l’orario di accesso alle chiese, visto che durante le messe, in molti luoghi di culto, l’accesso ai turisti è limitato o addirittura vietato.

Quanto alle fotografie, immancabili accompagnatrici dei nostri viaggi, sono permesse quasi ovunque, purché non venga inserito il flash (soprattutto se volete immortalare un dipinto).

Infine, un aspetto che voglio accennare ma che avremo modo di approfondire se sceglierete di visitare Valencia accompagnati da me, è il consiglio di pensare a delle combinazioni intelligenti sui luoghi da visitare. È molto strategico unire la visita della Cattedrale con la Basilica Virgen e la chiesa San Nicolás, visto che si possono visitare tutte e tre in un’unica mattinata. Scegliete, invece, di dedicare un’altra giornata al trio Santos Juanes, Loggia della Seta e Mercato Centrale. La chiesa di San Juan del Hospital, invece, può essere facilmente inserita in qualsiasi percorso perché si trova in un punto di snodo tra vari siti di attrazione a Valencia.